
Disegni e dipinti da collezioni pubbliche e private di Virgilio Giotti, Paolo Belli e Nina Schekotoff
Dal 18 marzo al 27 aprile 2026
Spazio Forum – Museo LETS
Museo LETS inaugura il 18 marzo nello Spazio Forum una mostra dedicata a Virgilio Giotti artista visivo, figura appartata e insieme centrale della cultura triestina del Novecento, capace di tradurre in immagini e parole l’anima più intima della sua città.
A pochi mesi dai 140 anni dalla nascita del poeta e a quarant’anni dalla storica esposizione di tutti i suoi disegni a Palazzo Costanzi, la mostra propone per la prima volta una rilettura ampia e corale della sua produzione, affiancando alle opere del poeta quelle della moglie Nina Schekotoff e del figlio Paolo Belli. Un percorso che restituisce il dialogo creativo che attraversa una famiglia segnata da vicende biografiche intense e dolorose.
Portato fin da giovane per il disegno, Giotti frequenta la scuola d’arte insieme agli amici pittori Guido Marussig e Giulio Toffoli. Nel 1907 si trasferisce a Firenze per sottrarsi alla leva asburgica: qui matura la propria voce poetica, che trova espressione nel Piccolo canzoniere triestino (1914). Nel 1911 incontra Nina Schekotoff, compagna di vita e artista a sua volta, con la quale avrà tre figli, tra cui Paolo. Dopo il ritorno a Trieste nel 1919, Giotti continua a coltivare una ricerca poetica e grafica coerente e appartata. Paesaggi, affetti familiari, nature morte diventano il leitmotiv dei suoi versi e dei suoi disegni. La raccolta Colori testimonia pienamente questa tensione tra parola e immagine.
L’esposizione presenta disegni, dipinti, incisioni e rari manufatti librari provenienti da importanti collezioni private e dalle raccolte della Biblioteca Civica Attilio Hortis. Particolare attenzione è dedicata alla straordinaria attività grafica editoriale sviluppata da Giotti negli anni Venti nel sodalizio con la Libreria Antiquaria di Umberto Saba, capitolo di grande rilievo nella storia culturale triestina.
La mostra, curata da Sergio Vatta con la collaborazione di Gabriella Norio, è accompagnata da un volume che raccoglie le immagini delle opere esposte – molte delle quali presentate per la prima volta – e contributi critici dei curatori.
L’esposizione sarà visitabile dal 18 marzo al 27 aprile, negli orari di apertura del museo.
Sergio Vatta, storico dell’arte nato a Trieste, sin dagli inizi della sua attività orienta le sue ricerche nel campo delle arti decorative e della grafica pubblicitaria ed editoriale, con particolare riferimento all’importante e differenziata produzione artistica commissionata dalle grandi compagnie di navigazioni triestine nella prima metà del secolo scorso. Autore di svariate pubblicazioni e ricerche sugli artisti triestini del primo Novecento. A Trieste ha collaborato con il Civico Museo del Mare, la Biblioteca Civica, La Biblioteca Statale, il Civico Museo Revoltella, i Civici Musei di Storia e Arte e l’Amministrazione Provinciale.