
Il libro cartaceo ha, al giorno d’oggi, un valore emotivo che pratico?
L’aspetto e persino il profumo di un libro possono influenzare l’esperienza di lettura?
Possedere una biblioteca personale dice qualcosa su chi siamo?
La copertina di un libro può diventare lo stimolo per collezionare libri?
I libri possono fungere da ricordi o simboli di relazioni importanti?
Perché alcuni lettori continuano a preferire i libri cartacei nonostante lo sviluppo della tecnologia?
Quale significato hanno i libri tramandati di generazione in generazione?
Queste sono alcune delle domande che Jarosław Mikołajewski e Joanna Ugniewska approfondiranno durante la loro conversazione sui libri, intesi sia come oggetti di uso quotidiano sia come manufatti carichi di significato personale e culturale. La discussione, moderata da Riccardo Cepach, toccherà anche le pratiche contemporanee del collezionismo di libri e della creazione di biblioteche private, nonché il ruolo che il design grafico e le copertine dei libri svolgono nel plasmare la nostra percezione della letteratura e il valore emotivo che attribuiamo a particolari edizioni.
La conversazione affronterà anche il tema della traduzione letteraria. Jarosław Mikołajewski ha tradotto, tra le altre cose, le opere di Umberto Saba, e Joanna Ugniewska è una traduttrice polacca che ha tradotto molti scrittori italiani, tra cui Claudio Magris.
L’incontro è un evento collaterale alla mostra “Chiavi per l’immaginazione. Maestri polacchi della copertina (1950–1980)”, dedicata alla straordinaria stagione della grafica editoriale polacca del secondo Novecento, realizzata in collaborazione con l’Adam Mickiewicz Institute di Varsavia.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti