Bloomsday 2026 – Giorno 2

Domenica 14 giugno

Canti irlandesi. Il vento che scuote l’orzo

ore 10.00 Spazio Forum – Museo LETS, Piazza Hortis 4

Presentazione del libro di Lorenzo Greppi

Lorenzo Greppi, architetto e progettista di Museo LETS, raccoglie nei suoi Canti irlandesi (I libri di Monpracem, 2025) il fascino di un mondo fatto di melodie senza tempo, poesia quotidiana e storie profondamente umane. Tra ballate popolari e atmosfere evocative, prendono vita racconti di amori e contrasti, di miseria e umanità, di ubriaconi, sognatori, ballerini e suonatori di cornamusa.

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Museo Joyce Tour

ore 11.00 Spazio Forum – Museo LETS, Piazza Hortis 4

Una visita al Museo Joyce, dentro a LETS, guidata dalla curatrice Laura Pelaschiar (Università degli Studi di Trieste), che illustrerà i segreti della stretta relazione fra Joyce e Trieste, i luoghi della sua vita nel porto adriatico, la sua relazione con Italo Svevo e tutto ciò che, da qui, Joyce ha portato nelle sue opere, a partire naturalmente da Ulisse.

Ingresso libero fino a esaurimento posti

JJ Walking Tour

ore 12.00 Spazio Forum – Museo LETS, Piazza Hortis 4

Itinerario a piedi nella città di Joyce guidato da Laura Pelaschiar, con la partecipazione di Paolo Quazzolo (Università degli Studi di Trieste).

Partecipazione libera · In caso di maltempo il tour verrà riproposto in data da destinarsi

NEWSPAPER, SOAP, POTATO – A GRAPHIC ULYSSES

ore 17.30 Antico Caffè San Marco, Via Battisti 18 [logo San Marco]

Inaugurazione della mostra di Alexandros Karavas

Attingendo direttamente al capolavoro joyciano, la graphic novel dell’Ulisse che Alexandros Karavas sta realizzando traduce la complessa struttura del libro in un medium ibrido che narra parte del testo attraverso le immagini. L’opera restituisce in maniera creativa, originale e inedita il caleidoscopio joyciano fatto di parodie, tenerezza, fantasticheria, allucinazione, erotismo, sfinimento, bellezza improvvisa. L’obiettivo non è quello di sostituire l’esperienza della lettura dell’Ulisse, ma di offrirne una trasposizione artistica fedele  e al tempo stesso visionaria, una versione in cui la lettura si trasforma in esperienza visiva, e in un vagabondaggio per le strade della Dublino dei primi anni del Novecento. L’inaugurazione sarà presenziata dal prof. Antonio Sofianopulo, artista e storico dell’arte, Presidente della Comunità Greco Orientale di Trieste. 

L’inaugurazione sarà preceduta da un brindisi di benvenuto offerto dall’Antico Caffè San Marco

Ingresso libero fino a esaurimento posti

LETS walk (through the park) – the lazy tour

ore 18.00 Antico Caffè San Marco, Via Battisti 18

Una versione rilassata e minimale del tradizionale itinerario a piedi nella città della letteratura. Riccardo Cepach, direttore artistico del festival e Martina Vocci, giornalista radiotelevisiva, con l’ausilio delle letture di Michela Ghersetti di Museo LETS, ci condurranno in un fresco percorso attraverso il Giardino Pubblico “De Tommasini” dove incontreremo gli scrittori e i poeti triestini sotto forma di busti di bronzo e di pietra per ascoltare quello che ancora e sempre hanno da dirci.

Partecipazione libera · In caso di maltempo il tour verrà riproposto in data da destinarsi

Circe & Nestore – trasposizione teatrale (replica)

ore 20.00 Teatro Rossetti, Largo Giorgio Gaber, 1

Ingresso libero fino a esaurimento posti

CIACOLOPOLIS – L’ARTE DEL DIALETTO A TRIESTE

ore 21.00 Museo Sartorio, Largo Papa Giovanni XXIII, 1

Ciacola/concerto con Toni Bruna, Riccardo Cepach e Luigi Nacci

È noto che James Joyce amava il dialetto triestino, che usava nelle conversazioni familiari non solo a Trieste, dove i due figli Giorgio e Lucia sono nati e dove hanno frequentato i primi anni di scuola, ma anche dopo il trasferimento a Parigi, come ha testimoniato Silvio Benco. E di parole triestine, spesso deformate o reinventate sono ricche anche le sue prose letterarie e le sue fantasmagoriche lettere, tanto che c’è chi sostiene che il dialetto triestino, così accogliente e creativo, possa essere stato un lontano modello della prosa indiavolata di Finnegans Wake. Quel che è certo è che a Trieste il dialetto è stato e continua ad essere un potente e versatile strumento d’arte letteraria e musicale, di volta in volta raffinato, umoristico, mimetico e surreale, utilizzato da poeti e cantautori di ispirazione assai varia, da Giotti a Cergoly, da Sambo a Malabotta, da Carpinteri e Faraguna a Nacci, da Pilat a Bruna.

Ingresso libero fino a esaurimento posti