
In occasione del centenario della morte di Srečko Kosovel, grande poeta del Carso nonché uno dei massimi protagonisti del panorama culturale sloveno del Novecento, la Slovenia ha proclamato il 2026 “anno kosoveliano” (Kosovelovo leto).
Martedì 26 maggio, alle ore 17.30, lo Spazio Forum del Museo LETS ospiterà, in collaborazione con la Narodna in študijska knjižnica / Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi, una conversazione su Srečko Kosovel, sulle traduzioni italiane delle sue opere e sulla sua ricezione in Italia.
Srečko Kosovel nasce nel 1904 a Sežana e cresce a Tomaj, dove inizia a coltivare un profondo amore per il Carso e i suoi abitanti, sentimento che emerge nella sua lirica impressionista. Nella sua breve vita (Kosovel muore di meningite a soli 22 anni) aderisce alle avanguardie europee, al costruttivismo in particolare, e canta con straordinaria lucidità la crisi dell’umanità nell’Europa postbellica.
Profondo è anche il legame di Kosovel con Trieste, che ne custodisce la memoria con un monumento dedicato nel Giardino Pubblico.
Interverranno Miran Košuta, professore di Lingua e letteratura slovena all’Università di Trieste e studioso della letteratura di Kosovel, Darja Betocchi, docente di letteratura italiana presso il Liceo Scientifico France Prešeren e traduttrice e Roberto Dedenaro, insegnante di lettere e poeta. A moderare l’incontro sarà Riccardo Cepach, responsabile del Museo LETS.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.